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Indennità di Accompagnamento: Requisiti e Importi

Indennità di Accompagnamento: Requisiti e Importi

In Sintesi: L'indennità di accompagnamento è una prestazione economica erogata dall'INPS in favore dei soggetti non autosufficienti. Indipendente dal reddito e dall'età del richiedente, richiede il riconoscimento dell'invalidità totale e della necessità di assistenza continua. Questa guida dettaglia requisiti, importi aggiornati per il 2026 e cause di sospensione.

Che cos'è l'indennità di accompagnamento

L'indennità di accompagnamento è una misura di sostegno economico istituita dalla Legge numero 18 dell'11 febbraio 1980 a favore di tutti i cittadini italiani o stranieri residenti in Italia che si trovano in condizioni di totale non autosufficienza. Si tratta di una prestazione assistenziale, il cui obiettivo principale è fornire un contributo concreto per sostenere le spese di assistenza e cura necessarie a garantire una vita dignitosa alle persone fragili.

A differenza delle prestazioni di natura previdenziale, che dipendono dai contributi versati durante l'attività lavorativa, l'indennità di accompagnamento ha una natura puramente assistenziale. Per questa ragione, viene erogata sulla base esclusiva del riscontro di specifiche minorazioni fisiche o psichiche accertate da un'apposita commissione medica dell'Azienda Sanitaria Locale.

Requisiti sanitari e criteri di assegnazione

L'accesso a questa prestazione economica è vincolato al soddisfacimento di criteri sanitari molto rigidi. La legge stabilisce che il richiedente debba essere dichiarato invalido civile al 100% e trovarsi alternativamente in una delle seguenti due condizioni cliniche:

1. Impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore: questa condizione si verifica quando il soggetto presenta deficit motori così gravi da non poter camminare in autonomia all'interno o all'esterno della propria abitazione, rendendo indispensabile la presenza costante di un'altra persona o l'ausilio di specifici presidi gestiti da terzi.

2. Impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita: con questa formula si fa riferimento all'incapacità dell'anziano di svolgere in autonomia le funzioni essenziali della giornata. Queste attività comprendono la cura dell'igiene personale, la vestizione, l'alimentazione autonoma (preparazione e assunzione del cibo), la gestione dei propri bisogni fisiologici e la capacità di comprendere e scongiurare situazioni di pericolo domestico.

La valutazione della commissione medica prende in esame sia lo stato di salute fisica del soggetto (limitazioni articolari, patologie cardiorespiratorie, cecità totale) sia lo stato cognitivo e neurologico (demenza senile, morbo di Alzheimer in stadio avanzato, esiti di ictus cerebrali con compromissione funzionale).

Requisiti economici ed età del richiedente

Una delle caratteristiche più significative dell'indennità di accompagnamento è la sua completa indipendenza dal reddito personale del beneficiario o del nucleo familiare d'appartenenza. La prestazione viene erogata nella stessa misura sia ai cittadini con redditi bassi sia a coloro che dispongono di patrimoni elevati.

Inoltre, non sono previsti limiti minimi o massimi di età per la richiesta della misura. Per gli anziani ultrasessantacinquenni, non potendo più valutare la riduzione della capacità lavorativa, l'accertamento si concentra unicamente sulle difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età, con particolare riferimento all'autonomia nelle attività quotidiane.

Importi e regime fiscale per il 2026

L'importo mensile dell'indennità di accompagnamento viene rivalutato annualmente sulla base degli indici del costo della vita calcolati dall'ISTAT. Per l'anno 2026, l'importo mensile dell'assegno è stato fissato a 553,40 euro.

La prestazione economica presenta le seguenti peculiarità amministrative e fiscali:

  • Viene erogata dall'INPS per 12 mensilità all'anno. Non è prevista l'erogazione della tredicesima mensilità.
  • È un reddito esente da IRPEF. Non deve quindi essere inserito nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Persone Fisiche) e non concorre alla formazione del reddito imponibile.
  • Non è soggetta a tassazione alla fonte e non influisce sul calcolo delle prestazioni previdenziali o assistenziali collegate al reddito, come le pensioni minime o gli assegni sociali.

Compatibilità con altre prestazioni pubbliche

Il beneficiario può cumulare l'indennità di accompagnamento con altre entrate di natura pensionistica o lavorativa, ma vi sono alcune incompatibilità da tenere in considerazione. La tabella seguente illustra le principali relazioni di compatibilità dell'accompagnamento con le altre prestazioni erogate dall'INPS o da enti locali.

Prestazione Stato di Compatibilità Condizioni e Note
Pensione di Vecchiaia o di Reversibilità Compatibile L'indennità si aggiunge interamente all'importo della pensione ordinaria, senza alcuna trattenuta.
Pensione di Inabilità Civile Compatibile Spetta l'erogazione di entrambe le misure, fermo restando il limite di reddito previsto per la pensione di inabilità.
Attività lavorativa Compatibile Il beneficiario può svolgere attività lavorativa purché compatibile con le sue residue capacità fisiche e mentali.
Indennità di frequenza Incompatibile Riguarda i minori di 18 anni; le due misure non possono essere percepite contemporaneamente.
Pensioni di guerra o di servizio Incompatibile Non è cumulabile con analoghe indennità erogate per invalidità contratte in servizio o in guerra (salvo diritto di opzione).

Come fare domanda e la visita di accertamento

L'iter amministrativo per ottenere l'indennità di accompagnamento segue le stesse modalità previste per l'invalidità civile:

1. Certificato medico introduttivo: redatto dal medico di base con la spunta sulla casella indicante l'impossibilità di deambulare o di compiere gli atti della vita quotidiana.

2. Presentazione del ricorso telematico: entro 90 giorni dall'emissione del certificato, autonomamente tramite portale INPS o con il supporto gratuito di un Patronato.

3. Visita della commissione medica: accertamento in sede o domiciliare (in caso di intrasportabilità dell'anziano).

Una volta ottenuto il verbale positivo, per ricevere materialmente il pagamento l'anziano o il suo amministratore di sostegno devono compilare il modello AP70 sul sito dell'INPS, indicando le coordinate bancarie o postali per l'accredito delle somme.

Cause di sospensione dell'erogazione

L'erogazione dell'indennità di accompagnamento può essere sospesa dall'INPS al verificarsi di determinate condizioni previste dalla legge. La causa principale di sospensione è il ricovero gratuito in una struttura pubblica o convenzionata.

Per ricovero gratuito si intende la degenza presso un ospedale o una residenza sanitaria assistenziale con retta interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale o del Comune di residenza per un periodo superiore a 30 giorni consecutivi. Qualora l'anziano o la famiglia partecipino anche parzialmente al pagamento della retta alberghiera della struttura (quota alberghiera), l'indennità continua a spettare regolarmente.

Per monitorare queste situazioni, i beneficiari dell'accompagnamento sono tenuti a presentare ogni anno entro il 31 marzo una dichiarazione telematica denominata Modello ICRIC (Invalidità Civile Ricovero), in cui dichiarano l'eventuale sussistenza di periodi di ricovero a titolo gratuito avvenuti nell'anno precedente.

Domande Frequenti

L'indennità di accompagnamento viene erogata anche in caso di ricovero temporaneo in ospedale?

Sì, ma solo se il ricovero dura meno di 30 giorni. Se il ricovero si protrae oltre i trenta giorni consecutivi e non comporta alcun costo per il paziente, il diritto all'indennità viene sospeso a partire dal trentunesimo giorno. Al momento delle dimissioni, la famiglia deve comunicare l'avvenuto rientro al domicilio per riattivare i pagamenti.

In caso di decesso del beneficiario, gli eredi hanno diritto alle quote maturate?

Sì, gli eredi legittimi o testamentari hanno diritto a richiedere all'INPS il pagamento dei cosiddetti ratei maturati e non riscossi, ovvero le somme spettanti al beneficiario per i mesi antecedenti il decesso e non ancora liquidate dall'ente previdenziale.

Chi soffre di demenza senile o Alzheimer ha sempre diritto all'accompagnamento?

La diagnosi di demenza o Alzheimer non dà diritto automatico all'indennità. La commissione medica valuta lo stadio clinico della malattia. Il beneficio viene concesso quando la patologia determina una perdita totale dell'autosufficienza, con disturbi del comportamento gravi o disorientamento spazio-temporale che richiedono sorveglianza continua.

L'indennità di accompagnamento fa cumulo per il calcolo dell'ISEE socio-sanitario?

No, a seguito delle sentenze del Consiglio di Stato, i trattamenti assistenziali ed indennitari erogati a favore dei disabili o degli invalidi civili non devono essere conteggiati come reddito ai fini del calcolo dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, in quanto servono a compensare una situazione di svantaggio oggettivo.

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