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SaluteScritto da: Dott.ssa Maria Rossi

Politerapia negli Anziani: Rischi di Troppi Farmaci

Politerapia negli Anziani: Rischi di Troppi Farmaci

In Sintesi: La politerapia, ovvero l'assunzione di 5 o più farmaci al giorno, interessa oltre la metà degli over 65. Questa condizione espone l'anziano a gravi rischi di interazioni, tossicità e cadute accidentali. Attraverso la riconciliazione farmacologica e la deprescritta è possibile ottimizzare le terapie, migliorando la sicurezza e l'aderenza terapeutica.

La politerapia, definita clinicamente come l'assunzione concomitante di 5 o più farmaci diversi nell'arco della stessa giornata, rappresenta una condizione estremamente comune nella popolazione geriatrica. Con l'allungamento dell'aspettativa di vita e la frequente coesistenza di più patologie croniche nello stesso individuo (multimorbilità), la prescrizione di molteplici terapie diventa spesso inevitabile. Tuttavia, se da un lato i farmaci sono essenziali per curare le malattie e prolungare la vita, dall'altro l'assunzione di un numero eccessivo di molecole espone l'anziano fragile a rischi severi per la salute, spesso sottovalutati o confusi con i naturali segni dell'invecchiamento.

La politerapia nella terza età: definizione e diffusione

In Italia, secondo i dati epidemiologici nazionali, oltre il 50% dei soggetti sopra i 65 anni assume stabilmente almeno 5 farmaci diversi al giorno, e una quota non trascurabile di grandi vecchi (over 80) arriva ad assumerne più di 10 contemporaneamente. Questo fenomeno prende il nome di politerapia estrema o "iperfarmacoterapia".

La causa principale di questo scenario risiede nella settorializzazione della medicina moderna. L'anziano viene visitato da diversi specialisti (cardiologo, diabetologo, ortopedico, neurologo), ognuno dei quali prescrive farmaci per la patologia di propria competenza, spesso senza una visione d'insieme dello stato di salute generale del paziente e senza comunicare efficacemente con il medico di medicina generale, che dovrebbe fungere da coordinatore terapeutico.

I principali rischi associati all'assunzione di molti farmaci

Le modificazioni fisiologiche legate all'età alterano il modo in cui i farmaci vengono elaborati dall'organismo. Negli anziani, la riduzione della massa muscolare, l'aumento della massa grassa, il rallentamento della funzionalità epatica e la ridotta capacità di filtrazione dei reni modificano la farmacocinetica e la farmacodinamica delle molecole, aumentandone la permanenza in circolo e la tossicità.

Interazioni farmacologiche e tossicità

All'aumentare del numero di farmaci assunti, la probabilità di interazioni negative cresce in modo esponenziale. Se con 2 farmaci il rischio di interazione è pari a circa il 6%, con l'assunzione di 5 farmaci sale al 50%, e supera il 90% quando i farmaci sono 8 o più. Le interazioni possono annullare l'effetto terapeutico di una molecola o, al contrario, potenziarlo pericolosamente, portando a reazioni avverse gravi (ADR) che richiedono il ricovero ospedaliero.

Cascata prescrittiva

Un fenomeno particolarmente insidioso legato alla politerapia è la cascata prescrittiva. Si verifica quando un sintomo causato dall'effetto collaterale di un farmaco non viene riconosciuto come tale, ma viene interpretato dal medico come una nuova patologia. Di conseguenza, viene prescritto un secondo farmaco per curare l'effetto avverso del primo, dando inizio a un circolo vizioso che aumenta inutilmente il carico farmacologico dell'anziano. Un esempio classico è la prescrizione di un farmaco diuretico che causa gonfiore alle caviglie, per il quale viene successivamente prescritto un vasoattivo, o l'uso di antinfiammatori che causano ipertensione, trattata poi con un antipertensivo.

Mancanza di aderenza terapeutica ed errori di dosaggio

Gestire uno schema terapeutico complesso, con pillole da assumere in momenti diversi della giornata (prima, durante o dopo i pasti, al mattino, al pomeriggio o prima di dormire), è estremamente difficile per un anziano, soprattutto se affetto da deficit cognitivi o problemi di vista. Gli errori più comuni includono la dimenticanza di alcune dosi, l'assunzione doppia dello stesso farmaco per errore, la sospensione arbitraria di terapie ritenute inutili o l'uso scorretto di farmaci da banco senza il parere del medico.

Classi di farmaci a maggior rischio nell'anziano (Criteri di Beers)

I Criteri di Beers e i criteri STOPP/START sono strumenti scientifici utilizzati dai geriatri a livello internazionale per identificare i farmaci potenzialmente inappropriati nella terza età, ovvero quei medicinali il cui rischio terapeutico supera il beneficio atteso. Tra le categorie a maggior rischio troviamo:

  • Benzodiazepine e ipnotici (sonniferi): Utilizzati per l'ansia e l'insonnia, aumentano notevolmente la sonnolenza diurna, rallentano i riflessi e compromettono l'equilibrio, raddoppiando il rischio di cadute e fratture di femore. Possono inoltre causare confusione mentale e peggiorare i sintomi della demenza.
  • Antinfiammatori non steroidei (FANS): Come l'ibuprofene o il ketoprofene. Negli anziani aumentano in modo significativo il rischio di emorragie gastriche, ulcere, insufficienza renale acuta e ritenzione idrica, che può aggravare uno scompenso cardiaco.
  • Neurolettici e antipsicotici: Spesso prescritti per gestire i disturbi del comportamento nei pazienti con Alzheimer. Presentano un elevato rischio di effetti collaterali motori (simil-Parkinson) e aumentano la mortalità cardiovascolare.
  • Anticolinergici: Presenti in molti farmaci per l'incontinenza urinaria o per le allergie. Possono causare secchezza delle fauci, stipsi ostinata, ritenzione urinaria e delirio acuto nell'anziano fragile.

Come prevenire le complicanze della politerapia

Ridurre i rischi della politerapia richiede una stretta collaborazione tra medico, farmacista, paziente e familiari.

La riconciliazione farmaceutica

La riconciliazione farmaceutica è un processo formale che deve essere eseguito a ogni transizione di cura (ad esempio al momento delle dimissioni dall'ospedale o prima dell'ingresso in una RSA). Consiste nel confrontare l'elenco completo dei farmaci assunti dal paziente prima del ricovero con quelli prescritti di recente, per identificare discrepanze, duplicazioni terapeutiche o omissioni, garantendo la continuità e la sicurezza della terapia.

Il ruolo del geriatra e del medico di famiglia

Il medico di medicina generale deve essere informato di qualsiasi sostanza assunta dall'anziano, inclusi gli integratori alimentari, i prodotti erboristici e i farmaci da banco, che possono interagire con le terapie ufficiali. È consigliabile programmare una revisione completa della terapia almeno una volta all'anno, preferibilmente con il supporto di una valutazione geriatrica multidimensionale.

Strumenti pratici per la gestione quotidiana (i portapillole)

Per evitare errori di dosaggio, l'uso di portapillole settimanali suddivisi per momenti della giornata (mattina, mezzogiorno, sera, notte) è di straordinaria utilità. Nei casi più complessi, i familiari possono ricorrere al servizio di preparazione personalizzata dei farmaci offerto da alcune farmacie, che confezionano le dosi giornaliere in bustine sigillate e datate.

La deprescritta: quando meno è meglio

Negli ultimi anni si sta diffondendo la pratica della deprescritta (deprescribing), ovvero il processo sistematico di riduzione o sospensione dei farmaci inappropriati, non più necessari o i cui rischi superano i benefici per il singolo paziente. La deprescritta non significa abbandonare il paziente, ma al contrario personalizzare la cura per migliorarne la qualità di vita. Questo approccio è particolarmente indicato nei pazienti molto anziani o in fase terminale, dove l'obiettivo principale non è più la prevenzione a lungo termine di malattie future, ma il controllo immediato dei sintomi e il comfort del malato.

Tabella comparativa: Tipologie di interazioni e conseguenze cliniche

La tabella mostra alcuni esempi comuni di interazioni tra farmaci assunti frequentemente dagli anziani e le relative conseguenze sulla salute.

Farmaco A Farmaco B Tipo di Interazione Conseguenza Clinica per l'Anziano
FANS (Antinfiammatori) Cardioaspirina o anticoagulanti Sinergia di effetto antiaggregante Rischio elevatissimo di emorragia gastrointestinale grave.
ACE-inibitori (Antipertensivi) Diuretici risparmiatori di potassio Accumulo di potassio nel sangue Iperpotassiemia, aritmie cardiache potenzialmente fatali.
Benzodiazepine (Ansiolitici) Oppioidi (Antidolorifici forti) Depressione del sistema nervoso centrale Eccessiva sedazione, rallentamento respiratorio, rischio di cadute.
Calcio-antagonisti Succo di pompelmo (Interazione cibo-farmaco) Inibizione enzimatica epatica (CYP3A4) Aumento esponenziale dei livelli di farmaco nel sangue, ipotensione grave.
Integratori di Calcio Antibiotici chinolonici Riduzione dell'assorbimento intestinale Inefficacia della terapia antibiotica contro l'infezione.

Domande Frequenti (FAQ)

Cosa fare se l'anziano dimentica di assumere una compressa della terapia?

La regola generale è che se ci si accorge della dimenticanza entro poche ore dall'orario stabilito, la compressa può essere assunta. Se invece si è vicini all'orario della dose successiva, la dose dimenticata va saltata, assumendo la successiva al momento programmato. Non bisogna mai assumere una dose doppia per compensare quella dimenticata.

Gli integratori naturali ed erboristici sono sicuri per chi assume molti farmaci?

No. Il termine "naturale" non è sinonimo di innocuo. Molti estratti vegetali interferiscono pesantemente con i farmaci tradizionali. Ad esempio, l'Erba di San Giovanni (Iperico) riduce l'efficacia di molti farmaci salvavita, mentre il Ginkgo Biloba o l'Aglio ad alte dosi possono aumentare il rischio di sanguinamento in chi assume anticoagulanti.

Come funziona il processo di deprescritta di un farmaco?

La deprescritta deve essere eseguita sempre sotto stretto controllo medico e non deve mai essere effettuata in modo autonomo dal paziente. Il medico riduce gradualmente il dosaggio del farmaco nel corso di settimane o mesi, monitorando costantemente la comparsa di sintomi di rimbalzo o il peggioramento della patologia di base.

I portapillole elettronici con allarme acustico sono indicati per gli anziani con demenza?

Solo se l'anziano è assistito da un familiare o da un assistente. Nei soggetti con deterioramento cognitivo moderato o severo, la presenza di allarmi sonori può causare ansia, agitazione o confusione, e il paziente potrebbe comunque dimenticare di assumere le pillole o tentare di forzare il dispositivo. In questi casi, la gestione dei farmaci deve essere completamente delegata a una figura di supporto.

Dott.ssa Maria Rossi

L'Autore dell'Articolo

Dott.ssa Maria Rossi | Geriatra e Coordinatrice Sanitaria

Medico geriatra con focus sul declino cognitivo, demenze e Alzheimer. Coordina i piani assistenziali individualizzati per garantire la massima qualità della cura.

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